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Napoli, dominare non basta:
adesso serve il fattore San Paolo

Napoli, dominare non basta:
adesso serve il fattore San Paolo

Ancelotti l'ha giocata per vincere, si è capito dalle scelte (nessuna rivoluzione, una sola novità rappresentata dall'impiego di Ruiz al posto di Hamsik) e dall'approccio alla partita, il migliore degli azzurri in questa stagione. Tre punti erano fondamentali nel girone della morte, contro l'avversario meno forte tra quelli sorteggiati a Montecarlo. Sfrontati sul campo che doveva rivelarsi un inferno per la squadra ospite e dove invece gli unici a sentirsi imbarazzati erano quelli della Stella Rossa, letteralmente schiacciati dal gioco e dalla personalità degli avversari. Due punte (Milik e Insigne, che centrava di destro la traversa), Callejon e Mario Rui ad attaccare sulle fasce, Zielinski bravo ad accentrarsi e Ruiz - buono il suo debutto stagionale - a spingere. Una grande mole di lavoro nella metà campo della Stella Rossa che non è stata però concretizzata. I rischi corsi sono stati pari a zero: l'avversario avrà pure vinto 7 partite su 7 in queste settimane ma il livello del calcio serbo è modestissimo. Pochissimi i momenti di difficoltà ma in uno di questi, quando si è trovato scoperto, Allan ha commesso un fallo ingenuo e ha preso il cartellino giallo, condizionante perché arrivato dopo appena 17'.

Non è stata una delle migliori prove del brasiliano e infatti, quando è scoccato il 60', è uscito perché Ancelotti ha voluto ulteriormente aumentare il tasso di spregiudicatezza della squadra inserendo Mertens e arretrando Zielinski. È ripartito con vigore l'assalto al fortino biancorosso ma vi sono state imprecisioni, poca lucidità e sfortuna a negare il gol a questo Napoli coraggioso però non preciso, schierato con tutti i suoi uomini nella metà campo serba. Mertens e Callejon a un passo dalla rete prima che Carlo tirasse fuori altre munizioni, Ounas e Hamsik, il giovane che è stato ripescato e il capitano che, dopo aver cambiato ruolo, ha vissuto la seconda esperienza in panchina nelle ultime tre partite, a dimostrazione che qui sono tutti utili ma nessuno può considerarsi intoccabile. Le mosse non hanno consentito di trovare il varco giusto, anche perché si avvertiva stanchezza e il ritmo si abbassava, e questo 0-0 ha per il gruppo di Ancelotti ha avuto il sapore di una beffa. La massiccia e costante presenza nell'area di un'avversaria che è stata un'autentica comparsa non è bastata per assicurarsi i tre punti (sarebbero stati meritatissimi) e compiere il primo passo in avanti nella classifica del girone più tosto di questa Champions. Non c'è stata la terza vittoria dopo le due che Carlo aveva conquistato con il Milan a Belgrado e la delusione è legittima anche perché rischia tutto di complicarsi anche se vi sono cinque partite da giocare. Su un dato il tecnico deve riflettere: nelle ultime tre partite è stato segnato un solo gol, quello di Insigne - un'autentica magia - alla Fiorentina, a fronte dei 5 nelle prime due gare di campionato. E su questo bisogna lavorare per rendere l'attacco sì pressante ma soprattutto concreto.
 

 

Il prossimo turno - 3 ottobre - vedrà il Napoli impegnato al San Paolo contro il Liverpool, che all'esordio ha battuto nel finale il Psg all'Anfield Road. La prima montagna da scalare perché i Reds, vice campioni d'Europa, sono candidati alla conquista della Champions 2018. Servirà un altro ambiente, non quello deprimente in cui si sono esibiti gli azzurri sabato scorso ma quello che aveva stordito avversari di calibro internazionale, come il Borussia Dortmund di Klopp cinque anni fa. De Laurentiis ha lanciato mini-abbonamenti a prezzi contenuti che consentiranno ai tifosi di recarsi alle tre partite di coppa senza sottoporsi a salassi. Un clima conflittuale è esattamente quello che non serve al leader calmo Ancelotti per centrare i suoi obiettivi.

Il turno di Coppa è stato ieri aperto dall'Inter, la pazza Inter in grado di ribaltare dall'86' al 92' il match contro il Tottenham e conquistare una vittoria che fa respirare Spalletti e i nerazzurri, partiti malissimo in campionato. Stasera ci sarà la missione spagnola, con la Roma che si presenta al Bernabeu per sfidare il Real Madrid vincitore di quattro delle ultime cinque edizioni di Champions e la Juve che gioca a Valencia, colpita dalla vicenda Douglas Costa. Il giudice sportivo lo ha sospeso per quattro giornate dopo lo sputo a Di Francesco, il giovane del Sassuolo che ha reagito con sdegno alle accuse di offese razziste verso il brasiliano. False e infatti il club bianconero ha deciso di rinunciare al ricorso.


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