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Sorpresa Giappone: battuta la Colombia 2-1

Sorpresa Giappone:
battuta la Colombia 2-1

Un caffè adulterato per i cafeteros. All’ora del caffè, dopo pranzo, la Colombia perde 2-1 dal Giappone. Colpa dell’uomo in meno dal 3’, fallo di mano del viola Carlos Sanchez sul tiro a porta vuota di Kagawa, espulsione e rigore, trasformato dallo stesso trequartista nipponico. 

Al sol levante non c’è più Alberto Zaccheroni, ct per il quadriennio dello scorso mondiale e poi di nuovo esotico, a Pechino e da un anno ct degli Emirati, eppure la squadra di Nishino stramerita, per la pressione alla ripresa.

Gli asiatici si impongono anche grazie alla propulsione di Nagatomo, arrestano i gialli dell’ex interista Murillo e dello juventino Cuadrado, sostituito prima dell’intervallo, sullo 0-0. E dell’ex pescarese Quintero, autore della punizione del pari, respinta da Kawashima quando la palla era già dentro. La goal line tecnology smaschera il bluff del portiere, poi i colombiani non perfezionano la rimonta.

A Saransk, impressiona la macchia gialla, già vista in Brasile, 4 anni fa. In Russia gli stadi sono pieni, calorosi e ordinati, è un bello spot per la Fifa, complice il calcio aperto dei blu, alla 6^ partecipazione in sequenza, solo due volte agli ottavi pur forti di 4 titoli d’Asia.

Sulla carta non c’era paragone fra la migliore del continente asiatico e una delle più belle espressioni sudamericane, alla 6^ presenza iridata, di cui metà eliminazioni al piatto, si direbbe nel baseball, cioè al primo turno.

Le partite mondiali sono mediamente gradevoli e tale è anche il confronto asio-sudamericano, con il Giappone prevalente alla ripresa, complice la panchina per Jaime Rodriguez, forse il miglior giocatore in Brasile 2014, non al meglio e comunque in ribasso, dopo quelle mirabilie. Restano in panchina il rossonero Zapata e Muriel, mentre Honda subentra nella nazionale dagli occhi a mandorla.

Le occasioni in avvio erano state per Falcao, lontano dalla forma dell’Europa league all’Atletico Madrid, e per Inui, di nuovo per Radamel Falcao, alla ripresa per Osako e Inui, con parate di Ospina, dell’Arsenal. Con l’uomo in più, i blu intraprendono, per ipotecare la qualificazione, di fronte al 4-4-1 dei cafeteros. Che al 14’ st vedono Jaime R. per Quintero, Pekerman lo azzarda, senza cambiare l’inerzia della partita. Il ritmo scende, il Giappone gioca per le vie centrali, senza scardinare l’opposizione applicata dai gialli. Sakai accarezza il 2-1, lo trova Osaki, anticipando in acrobazia Arias, sul corner da sinistra di Honda. Bacca era entrato, è lontano dai raid di Valencia. Il 2-2 è avvicinato da Jaime, azionato da Lerma. Il finale è palpitante, mai però c’è un’occasione da urlo. Mai il Giappone aveva battuto una sudamericana a un mondiale, così ipoteca la qualificazione, nel girone H.
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