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A tutto Albiol: «Napoli è casa mia
ma non so dove finirò la carriera»

A tutto Albiol: «Napoli è casa mia
​ma non so dove finirò la carriera»

Raul Albiol, difensore del Napoli, è stato confermato tra i convocati della nazionale spagnola, dopo esserci tornato lo scorso settembre a due anni di distanza dall'ultima volta. L'ex Real Madrid ha rilasciato un'intervista a La Razon: «È chiaro che più tempo passa più diminuiscono le possibilità di essere convocato, ma io ho sempre provato a fare le cose bene con il Napoli durante questi anni e credo che questa sia una ricompensa per il mio lavoro. Sono felice di tornare, ora voglio lavorare bene».

Come va la tua esperienza al Napoli? Manca poco per la vittoria di un titolo. «È la cosa più difficile, fare il passo finale, proprio come accade in campo dove far l'ultimo passaggio e il gol è la cosa più complicata. Abbiamo fatto delle grandi stagioni, ma senza vincere. Ogni anno la squadra cresce e vogliamo proseguire su questa strada con Ancelotti. Abbiamo un bel gruppo, come di consueto in questi ultimi anni. Non se n'è andato nessun giocatore, ne sono venuti degli altri, ma siamo un gruppo unito. Dobbiamo lavorare collettivamente perché non abbiamo giocatori individualmente di primo livello che possono vincere le partite da soli».

Cosa ti ha dato il calcio italiano? «Mi ha dato esperienza, tranquillità, molta fiducia. Mi sono sentito molto bene fin dai primi giorni qui. Poi pian piano sono cresciuto, stagione dopo stagione, e ora mi sento come a casa, sono felice. Non so ancora se finirò la mia carriera in Italia, in Spagna o altrove, ma questo Paese mi ha aiutato molto a crescere come calciatore».

Cristiano Ronaldo ha cambiato la serie A? «Ha dato maggiore lustro al campionato. Avere uno dei migliori della storia induce tutti a vedere il campionato italiano come uno dei più importanti al momento. Anche se è un mio avversario, è bello sfidare calciatori del genere, ti danno maggiore motivazioni. Per migliorare bisogna affrontare i migliori».

Il suo impatto è paragonabile a quello di Maradona? «Non lo so, non ho vissuto gli anni di Maradona, ma credo che sia difficile perché a distanza di tanti anni Maradona continua ad essere un idolo a Napoli. Non so se lo stesso accadrà a Cristiano nella Juventus, che è un club che ha sempre vinto in Italia e anche in Europa ha giocato molte finali. Maradona al Napoli è una cosa differente. Lui al Napoli ha vinto due scudetti, una Coppa UEFA, che qui non erano mai state vinte. Era una squadra normale, con Maradona divenne grande. Cristiano sarà ricordare per essere uno dei migliori calciatori della storia, ma Maradona al Napoli...».


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