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Napoli, la notte del riscatto di Milik
e Karnezis dà sicurezza tra i pali

Napoli, la notte del riscatto di Milik
e Karnezis dà sicurezza tra i pali

Inviato a Roma

Due partite: nella prima il Napoli sembra roba qualunque, con ripartenze lente e manovre costruite senza particolare rapidità. Nella seconda partita, il Napoli prende il comando dei tempi e degli spazi. Una squadra che, all'inizio, appare che smarrita anche nella intensità difensiva prima di ritrovare il bandolo della matassa dopo quasi mezz'ora in balia della Lazio. Da squadra con l'anima da killer, colpisce e affonda nel finale del primo tempo, appena spinge sull'acceleratore. Poi nella ripresa tutto gira come Ancelotti ha in mente: con una buona circolazione e una buona verticalizzazione. Il ritmo non è elevatissimo ma è normale tenendo conto che è solo la prima giornata di campionato. 
 

 

6 KARNEZIS
Sul gol di Immobile non può far nulla, esce poco dai pali e quando lo fa appare lento. Ma poi nella ripresa difficile trovare dei suoi imbarazzi o delle sue uscite sbarazzine. Insomma, il suo ruolo lo recita bene. Anzi, un fuorigioco di Luis Alberto gli toglie la gioia della paratona con la mano aperta da applausi a scena aperta.

6,5 HYSAJ
Gli tocca spingere molto di più rispetto a quella che è la sua vocazione naturale. La sua fase di stanca è solo apparente e nel duello con Caceres il laziale quasi mai riesce a sfondare. L'apporto offensivo non è quello che vorrebbe Carletto ma è suo il cross che mette Insigne in condizione di fare il gol del 2-1. Appare come sempre ben piantato a terra quando deve fare da argine alle discese laziali

6 ALBIOL 
Quando chiama l'uscita di Karnezis al 22' sulla verticalizzazione che mette Immobile in zona pericolo, si comprende come c'è ancora qualcosa da limare. Non è più al centro di quel lungo palleggio sarriano e appena può libera la palla senza farsi condizionare. Immobile sfugge a lui come a tutti, ma in scivolata respinge una conclusione di Ciro dal limite.

6 KOULIBALY
Travolge Radu in un impeto famelico e così il primo gol del polacco viene annullato. Reattività ed efficacia nelle chiusure anche se alcune amnesie ci sono nel corso della serata all'Olimpico, probabilmente perché fisicamente è ancora un po' a disagio. Nella ripresa svetta su ogni cosa e ringhia persino nella metà campo dei padroni di casa.

5,5 MARIO RUI 
Sul gol geniale di Ciro da Torre Annunziata la difesa rimedia la figura dell'armata Brancaleone. Ma è il portoghese che appare più in ritardo di tutti e tre, costretto alla rincorsa dal lancio lungo di Acerbi nella sua zona di competenza. Poi cresce al crescere graduale di tutto il Napoli anche se dal suo lato Marusic quasi mai ha l'ardore di farsi avanti.

6,5 ALLAN 
Ruggisce fin da subito e si vede che non ha tanta voglia di fare figuracce quando la Lazio sembra avere il sacro fuoco. Quando c'è da accelerare la circolazione per evadere la mediana affollata, ci pensa lui. In certi momenti il creativo è il brasiliano, a sostegno del playmaker Hamsik come Lancilotto con Re Artù. Milinkovic finisce ko.

6 HAMSIK 
Badelj che fa il regista di professione, gli lascia fare il minimo sindacale nel primo tempo. Poi quando serve più qualità in appoggio e quando riesce ad alzare la testa ne trae beneficio tutto il gioco. Impiega tempo a far alzare il ritmo e pure in fase di contenimento indietreggia senza apparire particolarmente affaticato. Meglio rispetto alle amichevoli.

6,5  ZIELINSKI 
Non sempre bello da vedere, però temerario nelle incursioni iniziali quando la gara sembra assai imballata. Ha gamba, piede e coraggio: centra la traversa ed è quella la conclusione che pare scuotere il Napoli dal finto torpore. Poi si destreggia con eleganza al cospetto di Parolo che pare piuttosto in bambola soprattutto nella ripresa

6,5 CALLEJON 
Come sempre prezioso anche in fase di contenimento, ci mette cuore e intelligenza. Pochi spunti nel primo tempo, ma in uno è lì che si libera verso il fondo e serve poi l'assist per il gol di Milik. Chiude molto verso il centro, spesso ritrovandosi alle spalle di Milik, altre volte affiancandolo. Meno ingabbiato, con Radu che nella ripresa non lo vede quasi mai.

7 MILIK 
Ce ne mette di tempo per farsi trovare al posto giusto, poi una volta che lo trova fa l'attaccante vero: dopo il gol si sblocca e nella ripresa la sua corsa prende slancio e quasi fa un rete da cineteca dopo una quindicina di metri palla al piede. Si muove con arguzia e la sua posizione è vitale per le imbucate degli esterni. Intelligente e determinato.

7 INSIGNE 
Ciro chiama e Lorenzo risponde. Come ai tempi di Zemanlandia. Quel tiro a giro al 22' è un incrocio tra uno sbadiglio e una sberla; quella al 13' della ripresa è un tocco di eleganza ed una perla del campione che pure in una serata dove le giocate alla Insigne non sono tante (a parte l'apertura su Callejon nell'occasione del primo gol). Pratico e concreto.   

6 Diawara
Regista puro, non c'è che dire. In più con qualche muscolo in più. Il palleggio con il suo ingresso al 70' diventa più costante, ma anche la fase di contenimento diventa più ordinata. Vero è che la Lazio ha smesso da tempo di dare il meglio di sé, ma preso in pugno la gara con lui in campo la squadra  è meno sbilanciata.

6 MERTENS 
La staffetta con Insigne ricorda i primi tempi di Sarri anche se è quello tornato dalle vacanze più tardi ed è ovvio che tocchi a lui attendere. Si piazza molto attaccato a Milik, anche se qualche passo più dietro. Lui prova qualche imbucata centrale alla ricerca dello spazio e del tempo per ripetere la magia di un anno fa contro la Lazio.

sv ROG 
Una decina di minuti e null'altro. Destino beffardo, perché al momento Carletto gli concede lo stesso spazio che gli concedeva Sarri. Si piazza al posto di Zielinski e non fa mai la cosa errata: segue come un ombra Diawara e questo consente agli azzurri di alzare un discreto argine sulla linea media che i laziali occupano in densità.

6,5 ANCELOTTI 
Strano che un manipolatore di anime come lui ci metta quasi un tempo prima di riuscire a mettere la sveglia ai suoi. Però quando suona, il Napoli smette di patire. Sul primo gol azzurro c'è tanta esercitazione ancelottiana: nella ripresa quando i suoi prendono il sopravvento, c'è poca leziosità e tanta ricerca della profondità e della punta. La prima è buona, non c'è che dire. Tenendo conto delle tante perplessità. 


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COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
balzanosalvatore
2018-08-19 13:38:02
Ottimo esordio, gambe ancora pesanti ma va bene così. Cambi giusti nei momenti giusti. Difesa un po' in difficoltà anche perché non sempre i centrocampisti arretravano.
felipe
2018-08-19 12:47:47
Forse ho visto, complice la pessima e inaccettabile piattaforma di Dazn, un'altra partita....La dolce Diletta mi ha offerto un Allan strepitoso, da dieci e lode e una difesa intenta a raccogliere funghi nei boschi. Kouly, Albiol, Rui impresentabili e sotto la sufficienza. Callejon forse la raggiunge a stento. Per ll resto, direi: buona la prima! Ma aspetto Mertens, giocatore indispensabile per questo Napoli, titolare a prescindere. Ancelotti e i Media pare lo stiano snobbando, ma presto si accorgeranno della necessità di averlo sempre in campo.
partenopeo7
2018-08-19 12:42:22
ancelotti dovrà (tentare ) risolvere l'eterno problema del napoli- la difesa scarsa (incluso mr 90 ml...secondo adl,beninteso)-si è visto anche sulla traversa di acerbi nel finale- difesa scarsa..scarsissima sui corners !!!i fin dai tempi di mazzarri....!!! infatti quando sarri si è dovuto mettere a curare la difesa.... per converso(ovvio).l'attacco produceva e segnava meno-ecco questo è il "nuovo" equilibrio che ancelotti dovrà trovare- se questo succede allora avremo tempi rosa a lungo...

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