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Sarri alla Juve è la seconda scelta:
Napoli style, che rivincita

Sarri alla Juve è la seconda scelta:
Napoli style, che rivincita

Sarri alla Juve. Proprio lui, l’allenatore che mette il gioco davanti a tutto, va nella società in cui «vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta», come disse un giorno il presidentissimo Boniperti. 

Proprio lui, il collega su cui Allegri ironizzava negli anni delle sfide scudetto: «Se volete vedere lo spettacolo andate al circo». E voleva dire: andate a Napoli, a vedere il Napoli di Sarri. La Juve che si affida a Maurizio, alla fine apparentemente non traumatica del ciclo di Max, è una sconfitta per la Juve stessa e la sua tradizione, se vogliamo. Perché affida il progetto tecnico - se vincere è l’unica cosa che conta, si deve tentare di portare a casa la Champions oltre allo scudetto nella stagione 2019-2020 dopo i tentativi falliti negli ultimi anni - a un allenatore che appare fuori dai parametri del club, perfino quelli estetici; a quell’uomo in tuta e con dichiarate simpatie di sinistra, bocciato da Berlusconi nella primavera di quattro anni fa, prima che giungesse l’offerta di De Laurentiis, la grande chance sfruttata benissimo, conquistando prima la tifoseria azzura e poi due club tra i più importanti, quelli di Abramovich e Agnelli. Quattro anni fa, dopo aver salvato l’Empoli e aver firmato per l’Empoli, avrebbe potuto mai immaginarlo?


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1 di 1 commenti presenti
rebaldo
2019-06-15 10:37:09
Caro De Luca, se De Laurentiis ha il merito di aver portato Sarri a Napoli dove ha manifestato compiutamente le sue capacità sì da diventare uno dei top allenatori, ha però il demerito di averlo esonerato scegliendo un allenatore navigato come Ancelotti sperando di farlo dimenticare dalla piazza napoletana. La verità è che ora si vuol far apparire come un tradimento le sue scelte professionali. Ma lui ha dimostrato di non essere un allenatore perdente e in un club importante come il Chelsea ha vinto al primo anno.

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