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La lunga sfida Insigne-Buffon:
dal rigore parato alla vendetta

La lunga sfida Insigne-Buffon:
dal rigore parato alla vendetta

Quelle lacrime dell’estate del 2016 difficilmente le potrà dimenticare. L’Italia aveva appena conosciuto l’eliminazione dall’Europeo francese, lui aveva appena fatto i conti con l’amarezza del calcio. Sono passati poco più di due anni, ma nella testa di Lorenzo Insigne sembra una vita intera. Lui quel rigore contro la Germania in una lotteria all’ultimo brivido l’aveva pure segnato, ma non tutti i suoi compagni di squadra ci erano riusciti. Italia fuori e Germania in semifinale, con lacrime del napoletano in mondovisione.

Quanto è cambiato Lorenzo? Tanto se si pensa alla maturazione arrivata nelle ultime due stagioni. Subito con Sarri, ora con Ancelotti, si è preso la scena con entrambe le maglie azzurre della sua vita: il Napoli prima, l’Italia poi. Il rapporto con il gol è migliorato tantissimo, quello con il dischetto del rigore anche. E quando ieri sera si è presentato ad undici metri da Buffon la prima idea passata per la testa deve essere andata proprio all’Europeo di due anni fa, alle parole di Gigi prima del tiro dal dischetto e a quella lezione imparata senza filtri.

I rigori e Buffon, una costante nella vita di Insigne. Il primo calcio dal dischetto del napoletano con la maglia azzurra arrivò proprio contro l’ex bianconero. Maggio 2015, a Torino la Juve vincerà per 3-1 lo scontro diretto ma il pari momentaneo passa dai piedi del 24. Il rigore del napoletano, però, viene intercettato proprio da Gigi e solo il rapido intervento di David Lopez evita lo sconforto. Pari che servirà a poco visto il risultato finale, ma che insegnerà tanto a Lorenzo. Da lì in poi una lunga sequenza vincente: cinque rigori segnati tra il 2016 e il 2018 contro Sampdoria, Verona, Crotone, Empoli e Cagliari prima di quello contro il Psg, con il solo errore contro il Besiktas in Champions, due anni fa, a minarne le certezze. In mezzo anche una soddisfazione con l’Italia: il gol del pari contro l’Inghilterra di marzo scorso.



Il caso, però, non fa mai giri a vuoto. E il giro di Insigne finisce proprio al San Paolo, tre anni e mezzo dopo il primo errore di Torino. Non era facile prendersi il carico del pallone quando al 63’ Kuipers fischia l’estrema punizione in favore degli azzurri. Il Paris Saint Germain vince e, nonostante il pressing azzurro di inizio ripresa, l’aria del San Paolo è carica di tensione pronta ad esplodere. Ma il napoletano non ha dubbi: si prende la responsabilità e va sul dischetto, non si fa distrarre dai laser che arrivano dal settore ospiti né dal sorriso beffardo di Buffon, undici metri più lontano.

Nella testa di entrambi c’era la notte di Bordeaux, quella che tutti ricordano bene, quella delle pacche sulle spalle e delle lacrime finali. O anche la serata di Torino, quella dello scherzetto di Gigi e dei rimorsi azzurri. In un attimo, però, tutto svanisce: Lorenzo infila la palla nell’angolino basso alla destra dell’ avversario, uno spazio in cui nemmeno il portiere più forte al mondo riesce ad arrivare. Lo stadio trattiene il respiro e poi esplode, festeggiando con lui mentre a Buffon scompare il sorriso: tre anni più tardi, è arrivata la vendetta. È da oggi i rigori avranno un sapore diverso.


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